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16 febbraio 2018 A ognuno la sua grappa

A ognuno la sua grappa

Dopo una sciata in montagna o anche solo per rilassarsi a fine giornata, non c’è niente di meglio che sorseggiare un buon distillato. Ne conoscete tutti i segreti?

Un aspetto positivo delle fredde serate invernali è che si possono trovare tanti modi piacevoli per riscaldarle. Ad esempio? Sorseggiare un bicchierino di profumata grappa, e magari imparare a conoscere meglio questo universo incredibilmente ricco di aromi e varietà. Prodotti diversi a seconda dell’invecchiamento, dell’origine, della tradizione che li ha visti nascere. Sì, perché in Italia ogni località di montagna (e non solo) ha il suo distillato, nel quale rientrano storie e abitudini locali, uvaggi tradizionali e alambicchi storici.

La prima distinzione tra le grappe è quella relativa all’età, ovvero al periodo e alle modalità di invecchiamento. Ci sono, ad esempio, le grappe giovani, imbottigliate al termine della distillazione dopo un breve riposo in recipienti di acciaio o vetro. Queste hanno un gusto fresco e pulito, particolarmente delicato, che lascia emergere il profumo e l’aroma del vitigno di provenienza. Ci sono poi le grappe affinate in legno o barricate, imbottigliate dopo essere state conservate nel legno per un tempo inferiore ai 12 mesi, dove a prevalere sono profumi dolciastri di vaniglia e frutta appassita, e le grappe invecchiate, o vecchie, che devono restare nel legno per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi e la cui ricchezza aromatica è strettamente legata a quella del relativo legno. Si dicono infine stravecchie o riserva le grappe che restano in botti di legno oltre i 18 mesi, dal gusto solitamente più morbido, con sentori di tabacco e spezie che si legano a quelli del vitigno di provenienza. Le grappe aromatizzate, infine, sono quelle alle quali vengono aggiunti per infusione aromatizzanti vegetali naturali come erbe officinali e aromatiche, radici o frutti, che a volte rilasciano il loro colore nel liquido dando alla bottiglia sfumature uniche.

Una volta identificato il proprio distillato, un altro interessante capitolo è quello relativo agli abbinamenti, per i quali in linea di massima vale la regola dell’affinità. Distillati aromatici si sposano con cibi aromatici, speziati con speziati; per una grappa delicata o da uve aromatiche vanno bene dessert alla frutta o semifreddi la cui temperatura andrà a stemperarne l’alcolicità al palato. Anche i cibi grassi abbassano la percezione alcolica rendendo alcuni prodotti più tollerabili; allo stesso tempo, la grappa ripulisce la bocca da un eccesso di grasso quindi si tratta di un abbinamento perfetto. Qualche esempio? Benissimo a fine pasto con alcuni salumi particolarmente grassi, come la soppressa; inoltre, un grande classico rimane sempre il binomio grappa e cioccolato.

Tante infine le ricette nelle quali la grappa compare come ingrediente, come quella della fugassa veneta. Può dare grandi soddisfazioni infine l’operazione di aromatizzazione, che si può fare in casa a partire da una grappa base alla quale vanno aggiunti gli ingredienti preferiti, fiori, frutti o erbe aromatiche che siano. Le alternative sono tante (qui qualche esempio) e l’unico requisito davvero fondamentale è la pazienza, visto che gli aromi, per esprimere al meglio se stessi nel distillato, hanno bisogno di un po’ di tempo (anche un paio di mesi).