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12 ottobre 2016 Facciamoci cogliere in castagna!

Facciamoci cogliere in castagna!

Dolci, succulente e versatili sono uno dei prodotti più caratteristici di questa stagione. Quanto bene le conoscete? Verifichiamolo insieme.

Lo sapevate che per lunghi secoli, e a dir la verità qualcuno ci crede ancora oggi, le castagne sono state considerate afrodisiache? In realtà, tra le loro tante proprietà quella di rendere chi le mangia un grande amatore non è scientificamente provata… Bisognerà “accontentarsi” del fatto che, e questo è certo, le castagne ci aiutano a recuperare le forze dopo un intenso allenamento o una malattia grazie al loro alto valore energetico, possono contribuire a regolarizzare l’attività intestinale, grazie alle fibre, o ancora fornirci grandi quantità di fosforo, calcio e potassio ma anche di acido folico, fondamentale in gravidanza. Certo non si tratta di un frutto particolarmente magro: 100 grammi corrispondo a circa 165 calorie. Prive di glutine, se ne ricava una farina perfetta per realizzare dolci e impasti per chi presenta intolleranza ai cereali.

E se tutto questo vale per le castagne, come la mettiamo con i marroni? La sostanza non cambia, le proprietà dei due prodotti infatti sono sostanzialmente le stesse, pur non essendo castagne e marroni perfettamente sinonimi: le prime infatti sono il frutto dell’albero selvatico mentre i secondi quelli della pianta coltivata e innestata. Il marrone inoltre è più grosso, ha una forma a cuore e un sapore più dolce. Lungo l’elenco delle tipicità locali dalle caratteristiche uniche che possiamo trovare in questo periodo in Italia, come per esempio il marrone di Combai tipico della Marca trevigiana, quello del Monfenera, che troviamo nella zona della Pedemontana del Grappa e del Montello, e quello di San Zeno che incontriamo passeggiando per il Monte Baldo, sulla sponda veronese del lago di Garda.

In ogni caso, una volta raccolti il metodo più classico per cucinare castagne e marroni è arrostirli sul fuoco: si fa la classica incisione sulla superficie della buccia e si mettono a cuocere a fuoco vivo per qualche minuto nella caratteristica padella bucherellata. Se non ne avete una, potrete ottenere lo stesso effetto anche mettendo i frutti in forno, sempre dopo averne intagliato la buccia. In entrambi i casi, il segreto di una cottura omogenea è quello di non dimenticarsi di girarli spesso.

Castagne e marroni possono essere anche lessati, con o senza buccia. Ovviamente nel secondo caso la cottura sarà un po’ più lunga, ma in entrambi, frullando il prodotto sbollentato si può ottenere una crema piuttosto dolce perfetta da mangiare così, per realizzare una zuppa, condire la carne o come base per i dolci (qui una serie di golose ricette).

E se non le vogliamo mangiare appena raccolte, come possiamo conservare  castagne e marroni? È possibile mantenerle fresche fino a due mesi se prima le lasciamo 24 ore a bagno in acqua fredda e poi le asciughiamo con cura. Se ridotte in purè o sbollentate e ancora integre, possono essere conservate in freezer, oppure se ne possono fare conserve alle quali però sarà necessario aggiungere molto zucchero (almeno il 60%) per evitare che si formino muffe in tempi brevi.

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