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28 ottobre 2016 “Fantasmi” nei castelli veneti. Una giornata da brivido

“Fantasmi” nei castelli veneti. Una giornata da brivido

Se state pensando di organizzare una giornata speciale per il ponte dell’1 novembre, un’idea potrebbe essere quella di una gita nei luoghi più infestati del Veneto!

1) Partiamo dal castello di Monselice, nel padovano. A vederlo da fuori, così bello, svettante in mezzo alla natura rigogliosa, chi immaginerebbe mai che nelle sue sale abitano non uno ma tre fantasmi irrequieti? Il più famoso è quello di Ivalda (o Avalda) fattucchiera e amante di Ezzellino III da Romano, che pare uccidesse nelle segrete del maniero i giovani uomini che usava adescare. Trafitta dalla lama dello stesso Ezzellino, insofferente ai tradimenti e alle terribili dicerie, lo spirito della donna non ha mai trovato pace e vaga senza sosta nel castello. E lo fa in “buona” compagnia. Quella del signore di Monselice, Jacopino da Carrara, e della sua amante, Giuditta. L’uomo venne rinchiuso qui dallo zio Francesco con l’accusa di tramare contro di lui; la sua compagna morì di tristezza e ora sono destinati a trascorrere l’eternità insieme a Monselice. Poco distante un lago, quello di Lispida, dove nella notte di San Giovanni una sirena pare intonare un canto. O urlare disperata, a seconda della versione della storia alla quale preferiamo credere.

2) Restando nel padovano, spostiamoci a Piombino Dese, o meglio nel verde del Parco del Fiume Sile, dove il corso d’acqua nasce: al Fontanasso dea Coa Longa. Questa sorgente, che ha mantenuto una certa aria selvaggia, è un luogo di leggende pagane e misteriose sparizioni. Si narra infatti che un tempo queste terre umide si tramutassero in sabbie mobili, le stesse che avrebbero inghiottito la carrozza di una nobildonna che viaggiava con la sua cagnetta. E proprio i latrati della bestiola sarebbero quelli che, nell’ora esatta della scomparsa, riempiono ancora l'aria facendoci venire i brividi.

3) Per un pranzo “con delitto” ci si può spostare al Castello di Valbona, che oggi ospita un ristorante, ma che un tempo fu prigione per la figlia di Germano Ghibelli, ultimo conte di Lozzo. La bella ragazza, innamorata dell’uomo sbagliato, fu rinchiusa tra queste stanze e non ne uscì più. Oggi, può succedere che se tra i clienti della struttura capiti una giovane donna che soffre per amore, il fantasma della ragazza le si presenti in lacrime… Forse è meglio saperlo prima di prenotare!

4) Una donna bellissima, dai capelli rossi e vestita di nero. A volte la sua immagine è così nitida da sembrare reale. E invece no. Elisabetta Dolfin è un fantasma. È stata rinchiusa tra le stanze di Villa Foscari, a Mira, sulle rive del Brenta, dal marito, Nicolò Foscari, geloso delle sue, reali o presunte, avventure amorose. Lei si proclamò sempre innocente e per questo venne chiamata dal popolo La Malcontenta; nonostante ciò, visse trent’anni senza uscire dalle stanze di questa splendida villa palladiana, dove oggi usa apparire agli ospiti, in tutta la sua triste bellezza.

5) Un ultimo castello, un’ultima giovane donna rinchiusa. Questa volta siamo a Collalto, in provincia di Treviso. La fanciulla si chiamava Bianca ed era una serva, accusata dalla padrona di aver cercato di sedurle il marito, il conte Tolberto. Oggi di quel castello non resta molto: poche rovine, una torre, il sotterraneo ancora praticabile dove venivano imprigionati e torturati i nemici. E il fantasma di Bianca, che pare presentarsi ai discendenti dell’uomo che amava per predire loro buona o cattiva sorte. 

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COMMENTI 1

ANNALISA B. 28 ottobre 2016
ok