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21 febbraio 2020 Ritratto di Donna a Vicenza

Ritratto di Donna a Vicenza

La Basilica Palladiana ospita “Le amiche” di Ubaldo Oppi: il sogno degli anni ’20 nello sguardo dell’artista bolognese.

Ubaldo Oppi è stato uno straordinario protagonista della scena artistica europea e statunitense degli anni ’20. È proprio in quegli anni infatti che la modella Fernande Olivier lascia Picasso e scappa con lui, lui che a Parigi era diventato amico di Modigliani e che si era letteralmente innamorato dello stile unico di Matisse.


Tutti pazzi per Oppi

I suoi ritratti di donna, realizzati nel decennio della Belle Epoque, stupiscono ancora oggi per il loro fascino carico di sensualità: le protagoniste dei ritratti di Oppi sono soprattutto le amiche di Delhy, la moglie del pittore nato a Bologna. 

Il successo delle sue opere è travolgente e le collezioni più esclusive fanno a gara per acquistare i suoi dipinti, mentre i più grandi curatori dell’epoca fanno carte false per averlo: la Biennale di Venezia, il Salon d’Automne di Parigi, il Premio Carnegie a Pittsburgh, la Mostra della Secessione nel Glaspalast di Monaco di Baviera… tutti pazzi per Oppi.


Le amiche

I dipinti di Oppi, a distanza di 100 anni, sono una meraviglia inserita in uno spazio espositivo unico come la Basilica Palladiana. Il visitatore inoltre ha la possibilità di immergersi completamente nel fascino decadente della Belle Epoque, ammirando opere che esaltano l’amicizia femminile così come il sogno, il doppio che si riflette nello specchio. Una metafora del rapporto unico tra pittore e modella, uno dei temi centrali di questa mostra imperdibile, così come la nostalgia di paradisi ideali perduti per sempre che si incrocia con l’espressione di una femminilità straripante.

Quando Oppi dipinge i suoi capolavori l’Europa non si è ancora del tutto lasciata alle spalle il primo conflitto mondiale: il ricordo di quei giorni durissimi è vivissimo, così come è viva la sensazione che il mondo sia cambiato per sempre. E proprio all’interno di una società che sta attraversando mutamenti epocali le donne iniziano faticosamente a ritagliarsi un nuovo ruolo, ad entrare prepotentemente nella modernità cercando sempre più di lasciare da parte gli uomini.


Non solo Oppi

Visitare la mostra allestita alla Basilica Palladiana è anche l’occasione per un momento di riflessione sull’evoluzione della pittura e dell’arte in un decennio decisivo come gli anni ’20 del secolo scorso. Modernità e classicità si alleano per rinnovare in profondità la pittura e tutta la società internazionale.

Cambia la rappresentazione della donna e si diffonde un nuovo modo di fare arte: sulle tele compaiono opere che non si erano mai viste prima, follie e sperimentazioni che creano scalpore per la loro spregiudicatezza. 

Lo scenario artistico internazionale sembra essere pervaso da un’euforia e da uno slancio vitale incontenibile, Parigi diventa la capitale del mondo e, come abbiamo ricordato, è proprio a Parigi che Oppi viene folgorato dall’uso del colore di Matisse e da quella irresistibile ventata di novità.

Gli artisti della Belle Epoque, vivono in un turbinio di sogni, avventure, amori e folli che entrano prepotentemente nelle loro opere. Quadri che comunicano emozioni, speranze e sentimenti, che dimostrano ancora oggi come gli artisti siano i grandi interpreti dei sentimenti che caratterizzano le epoche: il ‘900 è stato il secolo in cui le donne si sono trasformate rivendicando orgogliosamente la loro autonomia e la loro indipendenza. 

E nelle opere degli anni ’20 possiamo già vedere in maniera netta una nuova forma di donna, una donna che sa di non dover più chiedere permesso all’uomo.


La mostra

L’esposizione è curata da Stefania Portinari, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, affiancata da un comitato scientifico composto da Gabriella Belli (Fondazione Musei Civici di Venezia), Elena Pontiggia (Accademia di Belle Arti di Brera), Alessandro Del Puppo (Università degli Studi di Udine), Luca Massimo Barbero (Fondazione Giorgio Cini di Venezia), Nico Stringa (Università Ca’ Foscari Venezia), Valerio Terraroli (Università degli Studi di Verona), Elisabetta Barisoni (Fondazione Musei Civici di Venezia), Giuseppina Dal Canton (Università degli Studi di Padova), Sergio Marinelli (Università Ca’ Foscari Venezia), Sileno Salvagnini (Accademia delle Belle Arti di Venezia).


Info

“Le amiche” è visitabile tutti i giorni fino al 13 aprile 2020 dalle 10.00 alle 18.00.

Il biglietto costa 13,00 euro (11,00 ridotto e gruppi (Ridotto minorenni: da 11 a 17 anni), 5,00 euro per le scolaresche.

I bambini dagli 0 ai 10 anni non pagano (gratis anche gli accompagnatori di disabili).

Per maggiori informazioni è possibile telefonare 0444 326418 oppure scrivere una mail a info@mostreinbasilica.it